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01 / 08 / 2018

Google: gli audiolibri sono senza Drm

Libera la tua voglia di leggere da qualunque dispositivo


Google punta dritto verso Audible di Amazon con una novità che potrebbe destare qualche preoccupazione a Jeff Bezos. Il dominio incontrastato nel settore degli audiolibri del gigante di Seattle potrebbe essere, infatti, minato, proprio da Mountain View.
Ma come? La novità è questa: Google ha lanciato il suo negozio di audiolibri per la prima volta senza Drm che duplica quasi per intero il catalogo di Audible.
L'assenza del Drm permette di scaricare gli audiolibri, acquistati su Google Play, su qualunque dispositivo per poterli poi riprodurre, archiviare, convertire. Tutto, insomma, quello che vogliamo fare dei nostri audiolibri potremmo farlo davvero da qualunque device a nostra disposizione. Anche se dovessimo decidere di non utilizzare più i prodotti Google i nostri audiolibri resteranno lì, sempre a disposizione, in qualunque momento. Ovunque.
Una novità assoluta che è piaciuta subito a tutti, o forse proprio a tutti no. C'è chi storce il naso e si chiama Jeff Bezos. Sul mercato degli audiolibri, infatti, finora il dominio apparteneva solo e soltanto ad Amazon.
Un monopolio che si è consolidato dopo l'acquisto di Audible avventa nel 2008 per circa 300 milioni di dollari. Audible nasce nel 1995 e da quanto Amazon l'ha fatta entrare in famiglia controlla circa il 90% del mercato degli audiolibri.
In Italia Audible è arrivato nel 2016 con un modello molto simile a Netflix: un abbonamento mensile a 9,90 euro per avere un accesso illimitato al catalogo.
Da quando Audible è passato nelle mani di Amazon,la compagnia di Seattle aveva annunciato che avrebbe eliminato gradualmente i Drm, la tecnologia che, appunto, impedisce di ascoltare gli audiolibri da device diversi da quelli targati Amazon.
Purtroppo per gli abbonati tutto questo non è avvenuto, quantomeno non ancora. E a riempire il vuoto ci ha pensato Google con una mossa strategica che arriva proprio in estate, periodo in cui il tempo libero aumenta e la voglia di dedicarsi a quello che realmente ci piace può liberarsi.
Amazon non mantiene le promesse, Google lo batte sul tempo.

La Redazione